SI PENTE NICOLA RUSSO – CAPO DELLA CAMORRA A CASTEL VOLTURNO

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TENEVA LE FILA DELLA CAMORRA SUL LITORALE DOMIZIANO: BASE A CASTEL VOLTURNO

D.Difusco. Non è un pentimento da poco quello di Nicola Russo, il quale nonostante abbia appena 36 anni, ha alle spalle un fascicolo criminale alto quanto una spanna. Rapine, estorsioni, commercializza armi, progetta attentati, chiede il pizzo attraverso i vigilantes, era a capo del racket degli stupefacenti: insomma un camorrista di nuova generazione. Figlio d’arte, il padre Domenico fu ucciso in una faida tra clan, si è ritrovato campo libero, nell’era della camorra social, nell’area più depressa del litorale domizio: Destra Volturno. Intrattiene rapporti con i camorristi mondragonesi e casalesi, e guida un gruppo di fedelissimi pronti a tutto pur di proteggerlo.

Teoricamente il suo pentimento ufficializzato nelle ultime ore potrebbe scoperchiare i nuovi assetti criminali sul litorale domiziano, zona dove è sempre alta la densità camorrista, dove la percentuale di disoccupati ha picchi record, dove fare impresa diventa una sfida impari, dove bisogna fare i conti con le mafie, il caporalato, il degrado, le speculazioni, i roghi tossici, l’incapacità di gestire problematiche come il ciclo dei rifiuti, la corruzione negli apparti pubblici, l’incapacità politica di dare almeno una speranza, dove il lavoro non esiste se non a nero e durante qualche mese nei periodi estivi.

Sono lontani i tempi dei Luise, Coppola, Morrone fino ad arrivare ai piu recenti Cirillo Spagnuolo e Letizia. Tempo pochi anni di galera e subito sono folgorati sulla via di Damasco e intraprendono percorsi virtuosi di ri-educazione civica e reinserimento sociale. Bene che ben vangano questi pentimenti (si spera reali e non fittizi) ma attenzione alle comunità ove questi soggetti hanno seminato morte, terrore, ansia, depressione sociale e civile: qui a Castel Volturno questi signori non devono mai più ritornare.

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