PROGETTO PER L’ITALIA: I VALORI STORICI DEI CATTOLICI-DEMOCRATICI

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Mondragone. (Alfonso Attanasio) Pubblichiamo le dichiarazioni del Segretario Provinciale Sabatino Esposito sul Progetto per Italia, con la Democrazia Cristiana. “Il giorno 28 settembre p.v. si celebrerà il XXIV Congresso Provinciale della Democrazia Cristiana di Terra di Lavoro, presso l’Hotel Europa, alla Via Roma 19, Caserta. L’evento e da considerare come il rilancio dei valori propugnati da Don Sturzo e De Gasperi, che furono alla base della nascita della Democrazia Cristiana. Non vogliamo, di certo, tornare al passato con il sentimento di chi pensa che con rigurgiti di nostalgia si possa costruire il futuro. Ebbene no. Il tema del Congresso è proiettare l’azione politica verso orizzonti nuovi, sulle basi storiche dei valori dei Cattolici-Democratici. Ripartiamo dalle radici della Democrazia Cristiana, per affermare che non siamo una coalizione di centro, non siamo con il centro sinistra, non siamo con il centro destra; Noi siamo la “Democrazia Cristiana”. Non avrebbe senso riproporre la DC, se pensassimo ad aggregazioni con partiti personalizzati. In Italia non esistono partiti di centro destra o di centro sinistra, esiste solo un indistinto “Magma Politico”. Non esiste più in Italia, nell’attualità politica, né la sinistra nè la destra, così come classicamente concepite. La Sinistra negli anni non ha saputo rinnovarsi rispetto al cambiamento, mentre la Destra si è modernizzata cambiando nome del partito e personalizzandolo, tradendo così le proprie origini. L’Italia ha bisogno e necessita, in questo contesto storico, di una politica coerente, seria, trasparente e condivisa che vede il cittadino al centro del dibattito politico ai vari livelli di stratificazioni sociali. La Democrazia Cristiana, oggi, intende perseguire una politica capace di aggregare le energie positive e propositive, dotate di esperienza e competenza, ma soprattutto di coraggio per contrastare la politica delle grandi lobby finanziarie, le quali hanno monopolizzato il mercato del lavoro, dell’industria e dell’economia e che, con il loro potere economico, hanno distrutto un’era politica, privando il cittadino dell’esercizio continuativo della Democrazia. Vogliamo un paese reale, forte e presente nell’Economia Europea. Pensare di tornare alla Lira sarebbe un suicidio economico. Dobbiamo batterci per sviluppare una Economia Reale e realizzare, per quanto possibile, una Economia Sociale a sostegno dei prodotti agroalimentari, artigianali e di ogni altra natura nonchè regolarizzare l’importazione di prodotti che fanno concorrenza alle nostre imprese. Crediamo, fortemente, nell’applicazione di sgravi fiscali per le imprese che producono al Sud, per equilibrare i maggiori oneri energetici e logistici rispetto alle imprese del Nord e nell’equiparazione della tassazione sugli utili delle nostre imprese, a quelle degli altri paesi europei. Oltre alla realizzazione di un piano regolatore per le società multinazionali. Abolire il Decreto Bersani sulle privatizzazioni. Fuori dalla Borsa le società a capitale di Stato. La gestione dei servizi pubblici essenziali deve essere affidata allo Stato. Più incisiva presenza per la sicurezza ed il controllo dei territori con implementazione di uomini e mezzi. Separare ’assistenza dalla previdenza. Riforma dello stato sociale: contratto unico dei lavoratori pubblici e privati, contrattazione di secondo livello, contrattazione per settori. Riforma della legge 300/70, riforma sindacale. Salute, Scuola, Famiglia, Sicurezza Pubblica, Infrastrutture, Lavoro, Politiche Sociali, Pari Opportunità… saranno gli ambiti privilegiati di un’attenta politica, che possa garantire al cittadino, specie ai giovani, un futuro ed una vita dignitosa nel proprio paese. Sarà premura investire sui giovani, dando loro fiducia, sostegno e soprattutto spazio alle loro capacità e creatività, offrire loro, altresì, percorsi formativi anche politici, così da formare una nuova classe dirigente competente e consapevole, in grado di costruire un paese civile che metta al centro del futuro sociale -politico: il cittadino e il bene comune. L’individualismo e la personalizzazione, hanno rafforzato il potere dei pochi che hanno fatto della politica un mezzo per fini ed obiettivi egoistici e che hanno allontanato i cittadini dalla politica, creando sfiducia nelle Istituzioni. Noi siamo per il rispetto delle regole, difenderle e modificarle, ove necessario in maniera condivisa. Siamo con i cittadini e per i cittadini; per rilanciare insieme la Politica del bene comune. Siamo e saremo impegnati per difendere l’identità dell’Italia unita. L’Italia agli Italiani, in Europa.

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