COMITATO “PRO ARCHIVIO” CASERTA: APPELLO ALLE ISTITUZIONI PER PROPOSTE RISOLUTIVE

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Alla c. a. On. Alberto Bonisoli
Ministro Beni e Attività Culturali
p. c. On. Giuseppe Conte
Presidente del Consiglio
p. c. On. Luigi Di Maio
Vice – Presidente Consiglio
p.c. S. E. Raffaele Ruberto
Prefetto di Caserta
Oggetto: Peggioramento della situazione dell’Archivio di Stato di Caserta e proposte
risolutive.
Egregio signor ministro,
il Comitato “Pro Archivio di Stato di Caserta” (Comitato), da diversi anni impegnato a
promuovere e a valorizzare l’Archivio di Stato di Caserta (ASCe), con la presente, le comunica, in via
formale e ufficiale, che la situazione del suddetto ASCe è, in questi mesi, ulteriormente peggiorata.
Altro che cambiamento! Sembra assurdo ma ci duole informarla che questo deplorevole
peggioramento è avvenuto da quando lei si è insediato al Ministero per i Beni Culturali (MiBAC).
L’aver dato fiducia all’allora direttore generale degli archivi, il dott. Gino Famiglietti, e alle
sue improvvide scelte, e non al nostro Comitato con le ripetute e sensate proposte, si è rivelata una
scelta, a dir poco, deleteria per il presente e il futuro del nostro ASCe.
Sebbene lei, signor ministro, sia stato informato ripetutamente dal suddetto Comitato sulla
involuzione della situazione, tramite tre missive (23.07.2018, 24.09.2018 e 16.10.2018) alle quali,
purtroppo non ha dato mai riscontro alcuno, permane, tuttavia, in diversi membri, il dubbio che lei
non abbia letto le nostre comunicazioni o, se le ha lette, non si sia reso ancora conto della catastrofica
situazione dell’ASCe.
Con la presente le reiteriamo le nostre fondate e verificabili informazioni sullo status quo
dell’ASCe e ci permettiamo di suggerirle qualche proposta risolutiva. Siamo animati ancora dalla
speranza che vengano vinte, finalmente, le manifeste incompetenze e le nefaste inerzie dei burocrati
dei vari organismi statali responsabili, a vario titolo, della vergognosa situazione e che l’annosa
questione si risolva mediante un suo deciso e autorevole intervento.
1. Status quo dell’ASCe
Signor ministro,
– Lei sa che, contrariamente a quanto è stato affermato dal Comunicato del MiBAC, pubblicato
in data 20.10.2018, sul sito ufficiale del suo ministero, la problematica dell’ASCe non è stata
affatto risolta dalla Direzione Generale degli Archivi (DGA), anzi, quest’ultima l’ha,
ulteriormente, complicata?
(https://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sitoMiBAC/Contenuti/MibacUnif/Comunicati/visu
alizza_asset.html_686295807.html).
– Lei sa che l’ASCe, da unica sede funzionante, anche se in civili abitazioni in viale dei
Bersaglieri a Caserta, è stato suddiviso, dalla DGA, in 4 sedi, non funzionanti, di cui due sono
demaniali (1. Reggia Vanvitelliana, dal 2017, dove sono presenti solo gli uffici e pochi ml di
documenti e non vi è nemmeno una Sala studio; 2. Archivio di Stato di Benevento, da ottobre
2018, dove è conservato il patrimonio librario dell’ASCe); e altre due sono sedi private (3.
Civili abitazioni, dal 1972, – piano interrato e piano terra – in Viale dei Bersaglieri, dove è
conservato la maggior parte del patrimonio archivistico dell’ASCe; 4. “Struttura” di
Italarchivi, da ottobre 2018, in Pastorano, in provincia di Caserta, dove è stato trasferito una
minima parte del materiale depositato in Viale dei Bersaglieri)?
– Lei sa che, da ottobre 2018 ad oggi, a causa di scelte deleterie da parte della DGA, nelle
suddette sedi i ricercatori e i singoli cittadini non possono consultare il materiale archivistico e
i diversi dipendenti dell’ASCe non sono messi in grado di espletare le loro mansioni?
– Lei sa che per la “Reggia di Caserta”, sede ASCe secondo il “Piano Soragni”, legge dello
Stato, dopo più di 3 anni dall’assegnazione di quegli spazi e di fondi stanziati per circa 2
milioni di euro, non sono stati realizzati i lavori di adeguamento previsti, manca sia un reale
progetto sia, quindi, un cronoprogramma?
– Lei sa che, dopo tre anni dall’assegnazione degli spazi nella Reggia Vanvitelliana, sono stati
affidati, a fine novembre 2018, lavori, per importo pari a 250.000,00 euro, per non meglio
identificati interventi di “allestimenti provvisori”, alla Reggia di Caserta, la cui consegna
dovrebbe avvenire, addirittura, fra 15 giorni (!!!)?
– Lei sa che la sede in Viale dei Bersaglieri è stata resa inutilizzabile dalla DGA in quanto il
primo piano, che era adibito a sala studio, a uffici e a biblioteca, è stato fatto liberare per il
trasferimento alla Reggia senza accertarsi dei reali tempi necessari al passaggio anche di tutto
il patrimonio archivistico negli spazi assegnati in Reggia?
– Lei sa che per quegli spazi liberati sarà ancora corrisposto il canone di locazione completo alla
proprietà, pari a 150.000 euro, anche dopo la liberazione del primo piano? (Cf per l’annualità
2017 il Decreto ingiuntivo Cirillo a cui la DGA non ha fatto opposizione)
– Lei sa che nonostante le reiterate segnalazioni da parte della direttrice Grillo alla DGA
relativamente alle criticità della sede di viale dei Bersaglieri, il DGA anziché intervenire in
merito ha ritenuto di avocare a sé le funzioni determinando il peggioramento di cui in oggetto?
– Lei sa che nel deposito (piano rialzato e seminterrato) in Viale dei Bersaglieri sono state
artatamente fatte ostruire le vie di fuga con scaffalature e testi e il patrimonio librario
dell’ASCe è stato trasferito, nell’ottobre 2018, all’Archivio di Stato di Benevento, mediante
assegnazione a una ditta traslochi per 4.800,00 euro, libri che restano lì imballati e depositati
senza possibilità di essere consultati? (cf Determina DGA del 09.10.2018)
– Lei sa che l’autorevole intervento del DGA ha prodotto dapprima un bando per l’outsourcing,
cui invece ha poi fatto seguito un affidamento diretto alla Ditta “Italarchivi”, con sede in
Pastorano in provincia di Caserta, unicamente per il trasferimento e il deposito dei documenti
con due diversi affidamenti diretti , entrambi entro la soglia dei 40.000 euro, per circa 65.000
euro, – contrariamente a quanto concordato con il Comitato, nella riunione di luglio 2018 a
Roma, ovvero di far nominare un commissario ad acta e di dare subito avvio ai lavori alla
Reggia, secondo quanto stabilito dalla legge? (Cf Determine DGA prot. 1753 e 1754 del
18.10.2018)
– Lei sa che il trasferimento, tra l’altro non riuscito, del materiale archivistico depositato in viale
dei Bersaglieri alla sede “Italarchivi”, è stato deliberato in quanto la DGA volutamente non ha
prodotto entro 90 giorni dalla notifica del Verbale del Comando provinciale dei Vigili del
Fuoco, l’acquisizione della “Valutazione favorevole sul progetto di prevenzione incendi per
locali adibiti ad archivi di materiale cartaceo e presentazione della SCIA antincendio, art. 4 del
Dpr 151/2011”? (cf Diffida comunale prot. n. 25125 del 06.03.2018)
– Lei sa che, in ogni caso, la dichiarata consultazione degli atti trasferiti a Pastorano, non
avrebbe mai potuto aver luogo, in mancanza del contratto di outsourcing? (cf Determina DGA
del 18.10.2018)
– Lei sa che il contratto di deposito della durata 6 mesi con la Italarchivi, euro 35.000, dovrà
essere sicuramente rinnovato, e chissà per quanti anni ancora, in quanto nessuna delle sedi
demaniali è pronta a ricevere il materiale archivistico?
Signor ministro noi non sappiamo se lei fosse a conoscenza di quanto ora le abbiamo comunicato.
Se sapeva e non ha agito lei è responsabile più di tutti di questa annosa situazione: ha permesso non
solo la chiusura dell’ASCe e la sua dispersione sul territorio ma anche uno spreco enorme di denaro
pubblico e ritardi sine die.
Se non era a conoscenza dei “misfatti” della DGA, ora, con la nostra missiva, riteniamo che lei si
possa ritenere debitamente informato. Non può più, pertanto, ritardare nel prendere decisioni urgenti e
provvedimenti seri per la risoluzione della problematica e restituire all’intera provincia di “Terra di
Lavoro” un funzionante e dignitoso Archivio di Stato.
2. Proposte risolutive
Le rinnoviamo la proposta di nominare un commissario ad acta che dipani questa scandalosa
situazione prendendo tempestivamente le doverose decisioni in particolare relativamente alla tipologia
e soprattutto alla tempistica dei lavori necessari per utilizzare gli spazi ex aereonautica nella Reggia di
Caserta (cf Piano commissariale Soragni, Legge n.106 del 29.07.2014).
Un commissario che si interfacci, inoltre, con la cittadinanza e la informi, contrariamente a quanto
attualmente avviene, sulla reale situazione dell’ASCe, sulla responsabilità dei procedimenti, la
tempistica dei lavori e il denaro pubblico impiegato. Per noi la persona ideale che potrebbe svolgere
questo ruolo, con scienza e coscienza, è la dott.ssa Luigia Grillo, già direttore dell’ASCe che con
senso del dovere e con impegno ha lavorato, con trasparenza, in attuazione delle disposizioni di legge
di tutela del patrimonio archivistico e dei suoi utenti.
In più le chiediamo di prendere in seria considerazione l’eventualità di rendere nuovamente
funzionante la sede presso le civili abitazioni in viale dei Bersaglieri, rimovendo le criticità e
rinnovando i permessi. Struttura per la quale il MiBAC paga regolarmente il fitto e il cui contratto non
è stato mai disdetto. Fino al 2017 la suddetta sede ha svolto egregiamente la sua funzione.
3. Invito personale
Signor ministro la invitiamo a venire a Caserta. Non ricusi il nostro caloroso invito. Se da un
lato saremmo ben lieti di accompagnarla presso le diverse sedi chiuse dell’ASCe, d’altro canto, non
potrà non ascoltare il nostro profondo rammarico, in qualità di cittadini, nel vedere inibita la
“memoria” del nostro popolo e del nostro territorio.
Le mostreremo, tra l’altro, l’Emiciclo della Reggia, sede assegnata nel 1995 e da allora in perenne
fase di ristrutturazione, con stanziamenti fondi pari a 30 milioni di euro. Ristrutturazione che,
annunci dopo annunci, non si sa mai con certezza quando finirà! Vorremmo mostrarle anche
l’Archivio storico della Reggia di Caserta che attende, per legge dello Stato, che rientri tra le
competenze dell’ASCe.
4. Appello ai cittadini
Signor ministro, dopo 4 anni di impegno e di lotta, il Comitato è costretto a registrare, purtroppo,
un peggioramento della situazione dell’ASCe. Non possiamo non informare dovutamente la
cittadinanza sulla realtà dei fatti: l’ASCe non è affatto funzionante e in più constatiamo un
incremento di spreco di denaro pubblico con un danno erariale enorme.
Chi “pagherà” per tutto questo? Ci sarà un responsabile di queste sciagurate scelte economiche e
gestionali? Al presente, di sicuro, sono, ancora una volta, sempre e soltanto i cittadini a pagare in
termini sia di dispendio di risorse statali sia di mancato servizio al pubblico.
Speriamo che anche la Procura della Repubblica e la Corte dei Conti possano intervenire per
far luce sulle responsabilità di chi ha gestito in modo biasimevole i beni dello Stato, i beni comuni.
Non le nascondiamo che stiamo valutando la possibilità di intraprendere, come Comitato, anche vie
legali. Ci sconcerta il silenzio di tutte le forze politiche sia quelle governative, tanto impegnate una
volta, quando erano all’opposizione, sia quelle che si configurano nell’attuale opposizione.
Dalla prima lettera del Comitato (09.02.2015), indirizzata all’allora ministro Franceschini e
sottoscritta da oltre un migliaio circa tra persone ed enti, con la quale chiedevamo una sede dignitosa
per il nostro ASCe, ci ritroviamo, ora, a dover reiterare l’invito ai singoli cittadini e alle istituzioni a
sottoscrivere un nuovo appello e a rivolgerci ai media nazionale questa volta per salvare l’ASCe. A
breve le giungeranno anche le sottoscrizioni.
Rimaniamo in attesa fiduciosa di un riscontro alla presente.
Caserta, 08.03.2019
p. Il Comitato “Pro Archivio di Stato di Caserta”
d. Nicola Lombardi

Altri membri del Comitato e primi firmatari: vescovo R. Nogaro, on. P. Broccoli, O. Marotta, P. Iorio,
F. Nardi, P. Broccoli.

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