MONDRAGONE: PACIFICO HA TRADITO I CITTADINI.

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LE PROPOSTE DI CAPRIO CESTINATE DALL’AMMINISTRAZIONE GUIDATA DA PACIFICO

Mondragone. (Alfonso Attanasio) Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato stampa dell’Associazione Mondragone Bene Comune attraverso Gianni Pagliaro. “ Come tradire i cittadini e fare del programma <carta straccia>”.Chi pensa di comandare in città ha sistematicamente tradito fino ad oggi il programma elettorale e, quindi, il voto dei cittadini del giugno 2017, ha sottolineato Gianni Pagliaro, portavoce dell’AMBC. Lo abbiamo già ripetutamente denunciato, ma a Pacifico le nostre circostanziate segnalazione entrano dall’orecchio destro ed escono da quello sinistro. E’ fuor di dubbio che possano esserci idee e proposte di particolare complessità che necessitano di tempi più lunghi per prendere corpo, oppure progetti per la realizzazione dei quali occorrano particolari risorse. In questi casi i programmi elettorali, più prossimi ai “libri dei sogni”, possono stentare a realizzarsi. Non è il caso del programma scritto dall’AMBC e fatto proprio e firmato da Virgilio Pacifico. Anzi, alcune proposte non hanno praticamente costi, come– per esempio– il pacchetto sulla “democrazia partecipativa e deliberativa” che il nostro Dario Caprio, che da tempo studia questi istituti, aveva nesso a punto e confluito poi in parte nel programma di Pacifico. L’AMBC aveva proposto l’adozione all’indomani del voto amministrativo di un vero e proprio Progetto di Democrazia Partecipativa e Deliberativa in grado di rivitalizzare tutti gli strumenti di partecipazione popolare e di riammodernare lo Statuto e i Regolamenti. Sulla scorta delle tante esperienze che con successo da anni si vanno sperimentando in tante parti del mondo ed anche in Italia (giurie dei cittadini; sondaggi deliberativi; town meeting del 21° secolo; forum di quartiere, circoli di studio; democracy cafè, giornate deliberative ecc), Dario Caprio aveva proposto di mettere a punto un programma di ri-avvicinamento della città alla politica e all’amministrazione, elencando l’indispensabile- a suo dire– per dare concretezza alla partecipazione attiva: 1. Bilancio partecipativo, per far sì che ogni quartiere della città possa avere la possibilità di decidere come spendere- e perché– una quota del bilancio preventivamente stabilitadall’amministrazione comunale. Le assemblee di quartiere per il bilancio saranno anche il momento per conoscere dati e cifre del principale strumento di governo della città. 2. Petizioni elettroniche su uno spazio web comunale. 3. Serate partecipative trimestrali di quartiere in cui sia possibile discutere ed approvare 2 o 3 proposte che saranno poi poste in discussione in Consiglio comunale. 4. Le Giornate della Democrazia (1 in ogni stagione dell’anno) con il coinvolgimento delle scuole, dell’associazionismo cittadino ecc. 5. Due Consigli comunali all’anno aperti alla partecipazione dei cittadini per proporre e per criticare. 6. Il dibattito pubblico locale (sull’esperienza francese del debat public ripresa da alcune leggi regionali, a partire da quella toscana, e da numerose esperienze locali) per qualsiasi opera pubblica comunale. Mai più cavalcavia, approdi e quant’altro in assenza di decisioni popolari! Ma la vera novità proposta dall’AMBC fu quella del “Quorum Zero” per fare di Mondragone “Un Comune Quorum Zero, in modo che per tutti gli strumenti di democrazia diretta (referendum consultivo, propositivo ecc) dovrà essere eliminato il quorum. Decide chi partecipa! E ancora: informazione continua, istruttorie pubbliche, trasparenza totale, baratto amministrativo, dialogo costante e collaborazione attiva (un capitolo a parte merita la nostra proposta di <Amministrazione Condivisa>, mutuata da Labsus e tradita dall’Amministrazione Pacifico, forse per incapacità a cogliere la <rivoluzione> insita in essa). Tutte proposte a “costo zero”, ha continuato Pagliaro, tutte iniziative facilmente cantierabili, in grado di cambiare a poco a poco il volto politico della città e di ridare lo scettro ai cittadini. Da tempo andiamo sostenendo che la città potrà cambiare solo se cambierà innanzitutto il metodo, il modo di amministrarla. E per questo abbiamo dedicato un intero capitolo del programma al <metodo di governo>! Negli elaborati del PUC della Pica Ciamarra Associati c’è tutto un capitolo dedicato alla partecipazione. Un capitolo sprecato, come sprecato è stato il programma scritto dall’AMBC. Gli incapaci amministratori di oggi sono i più <vecchi> e privi di cultura politica e amministrativa che la città abbia mai avuto. Ai tempi di Camillo Federico, di Mario Pacifico, di Paolo Russo o di Michele Zannini, ha concluso Gianni Pagliaro, c’erano più partecipazione, più trasparenza, più informazione e maggior coinvolgimento della città. C’era più democrazia. E’ proprio vero: <Al peggio non c’è mai fine>.

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