MONDRAGONE: OPERE SENZA IL PARERE DELLA SOPRINTENDENZA. ATTIVATI I CARABINIERI

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(SEVIZIO A CURA DI D.FUSCO) Mondragone, Palazzo Tarcagnota: disposto un sopralluogo urgente della Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici che gia’ notizia il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, in attesa dell’intervento dell’Anticorruzione.

Nel centro storico della città, a pochi passi dalla centralissima piazza Umberto I e nelle immediate vicinanze della Basilica Minore e Santuario di Maria Ss. Incaldana, precisamente al corso Vittorio Emanuele di Mondragone, vi e’ una bellissima testimonianza storica di edilizia settecentesca vincolata – ai sensi del D. Lgs. n. 42/2004 – dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Tale palazzo della città di Mondragone, per la gran parte di proprietà comunale e denominato palazzo Tarcagnota proprio in onore della nobiliare famiglia precedentemente proprietaria dell’intero immobile, negli ultimi anni è stato oggetto di numerosi interventi sia all’interno dei locali che all’esterno di entrambi gli ingressi dell’edificio storico.
Dapprima restaurato mediante finanziamenti comunitari, e comunque sempre sotto la continua ed attiva alta sorveglianza della competente Soprintendenza per i Beni Culturali di Caserta e Benevento, per poi sottoporlo – anche dopo il necessario collaudo – alla realizzazione di ulteriori frazionati interventi che certamente non possono essere minimamente ricompresi fra le opportune opere di restauro, addirittura realizzati mediante ditte e società neanche che potrebbero non risultare in possesso degli specifici requisiti di legge previsti per operare su beni vincolati, oltre che effettuate senza che la la Soprintendenza manifestasse il doveroso ed obbligatorio parere di competenza, così come espressamente previsto dall’art. 21 del codice dei beni culturali.
Infatti l’attuale amministrazione comunale, sin dai primi giorni di attività dopo il suo insediamento avvenuto nel mese di giugno dell’anno 2017, ha concentrato risorse economiche sul palazzo Tarcagnota, realizzando nuove opere che, però, pare siano state effettuate senza alcun tipo di richiesta alla competente Soprintendenza e, quindi, in assenza di qualsivoglia provvedimento autorizzativo da parte della stessa, senza minimamente voler tralasciare inoltre che sono stati anche affidati ex novo interventi già eseguiti che, sebbene garantiti anche dal citato certificato di collaudo, non sono stati oggetto di richieste di ripristini e aggiustamenti gratuiti (senza nuovo aggravio per le casse comunali) alle ditte/società impegnate nei lavori precedentemente aggiudicati mediante una gara pubblica a valere sui suddetti finanziamenti comunitari.
Inoltre nel mese di settembre dell’anno 2017 tale palazzo fu oggetto di dislocazione di uffici comunali, in particolare della Mediateca “Antonio Sementini”, e fu aperto al pubblico in assenza del piano di evacuazione/emergenza e del documento valutazione rischi, oltre che in assenza di un piano per la sicurezza anti incendio, affidati entrambi con incarichi professionali per la redazione soltanto dopo ancora ulteriore altro tempo.
Tra gli interventi realizzati – senza il rispetto del doveroso iter di legge – nel palazzo Tarcagnota andrebbero evidenziati quelli denominati negli atti amministrativi non sempre in modo tale da rappresentare pienamente l’oggetto delle opere effettuate ma certamente poi delineate negli allegati tecnici, quali – ad esempio – tra gli altri gli interventi agli uffici comunali, i servizi agli impianti, l’installazione delle porte all’interno degli uffici comunali, il restauro di una fontana in marmo e di altri manufatti di legno e/o di stucchi danneggiati, l’installazione di un impianto idronico a gestione controllo remoto con unità terminali, lo smontaggio – il ripristino e il livellamento del basolato dell’ingresso, la riparazione delle pluviali all’interno della corte, l’installazione del sistema antintrusione – impianto citofonia e punti luce, l’installazione di lampadari, la realizzazione e l’installazione di un pannello decorativo, la realizzazione e l’installazione di una libreria-vetrina espositiva per testi di pregio, la realizzazione e la posa in opera di una pedana scivolo per l’eliminazione di un gradino – di ante in vetro per la chiusura di un camino e di mensole a muro, l’installazione dei lampadari sul terrazzo, l’installazione di lampadari per l’androne e per il cortile, l’adeguamento di n. 3 sale espositive della nuova sede museale, l’adeguamento dei locali deposito – della sala paleo e del cortile, il consolidamento e l’adeguamento delle sale espositive e il progetto di allestimento delle sale espositive dei reperti, l’approvazione del progetto esecutivo per il recupero funzionale di palazzo Tarcagnota – la realizzazione dell’impianto ascensore, i lavori indifferibili ed urgenti di messa in sicurezza dei locali del palazzo Tarcagnota mediante posa in opera di porta in ferro con vetri antisfondamento – una porta cancellata in ferro e due inferriate per finestre e annessi corpi illuminanti, l’ampliamento dell’impianto antintrusione per le nuove sale espositive e di restauro, l’allacciamento idrico, lo scarico fognario, la pulitura e il trattamento di putrelle – la sistemazione della fontana – la sostituzioni di pluviali, etc.
La superficialità mostrata, poi, nel far installare il sistema di allarme antifurto del Museo civico archeologico “Biagio Greco” di via Genova n. 2 presso il palazzo Tarcagnota, lasciando completamente sguarnita in termini di sicurezza e pericolosamente esposta per lungo tempo la citata sede museale di interesse regionale, potrebbe essere presto riscontrata anche dagli atti.
L’approssimazione nel richiedere interventi di manutenzione straordinaria dell’impianto comunale di pubblica illuminazione per approvvigionare di elettricità il palazzo Tarcagnota, in luogo di una ordinaria energizzazione ed installazione di un nuovo contatore, sarebbe ampiamente verificabile e fornirebbe l’ampissima discutibilità delle scelte.
La scelleratezza nel denominare talvolta quale “manutenzione” vere e proprie realizzazioni di opere ex novo in locali in precedenza mai oggetto di alcun intervento, potrebbe evidentemente essere confermata dalla documentazione tecnica ed amministrativa già in possesso da numerosi anni dalla stessa Soprintendenza.
In sintesi, dopo che in passato erano state eseguite opere di restauro presso il palazzo Tarcagnota rispettando sempre tutto quanto e come previsto obbligatoriamente dal Mibac, favorendo autorevoli e ripetuti sopralluoghi della Soprintendenza, la stessa non avrebbe preteso ed esercitato la sua alta sorveglianza durante la realizzazione delle opere e degli interventi successivi al collaudo dell’unico restauro effettuato, non effettuando sopralluoghi presso lo stesso edificio storico.

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