I PROCEDIMENTI DISCIPLINARI A CARICO DEL COMANDANTE ANTONIO DI NARDO ALL’ATTENZIONE DEL PREFETTO DI CASERTA

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Municipio Mondragone

Sta facendo molto discutere in queste ultime ore a livello mediatico la decisione del Comandante di Polizia Municipale Antonio Di Nardo che ha di recente ricevuto a suo carico alcuni procedimenti disciplinari emessi dal comune di Mondragone. A seguito di questa decisione c’era stato il trasferimento ad altra sede. Ora il Capitano Di Nardo ha deciso di mettere al corrente di tale provvedimento anche gli organi prefettizi. Ecco qui di seguito la lettere inviata:

Il sottoscritto Dott. Antonio DI NARDO, dipendente del Comune di Mondragone,
attualmente in Comando presso il Comune di Minturno;
PREMESSO
– Che si trasferiva a seguito di domanda di mobilità volontaria dal comune di
Carinola al comune di Mondragone con assunzione decorrente dal 25/09/2017 a
cui seguiva incarico di responsabile di posizione organizzativa dal 09.10.2017
(Comandante del Corpo di Polizia Municipale del Comune di Mondragone –
incarico di funzioni dirigenziali);
– dal momento dell’arrivo nel Comune di Mondragone, si è subito attivato per
contrastare comportamenti illegittimi, segnalando all’A.G. numerosi
comportamenti penalmente rilevanti, non solo di cittadini ma anche di alcuni
operatori di Polizia Municipale e dipendenti comunali;
– che tali segnalazioni portavano alcuni a rinvio a giudizio, ad altri conclusione di
avviso delle indagini 414 bis ed altri ancora risultano ancora indagati per reati
gravi (ossia delitti dei P.U. contro la P.A.);
– che per tutta risposta, invece di essere premiato, l’UPD mi contestava la sanzione
disciplinare del licenziamento per non ottemperato ad una prescrizione di un
codice di comportamento, nel dettaglio per non aver segnalato al Segretario
Generale ed al Sindaco, di aver denunciato tali soggetti, nonostante l’obbligo del
segreto istruttorio previsto dall’art, 329 del CPP;
– bisogna innanzitutto precisare che, non si è trattato di mancata comunicazione
per favorire comportamenti illeciti, ma l’esatto contrario; infatti tale inciso
regolamentare tende a tutelare e garantire l’integrità della pubblica
amministrazione e il perseguimento degli illeciti; orbene, il sottoscritto ha
segnalato quale Ufficiale di P. G. direttamente all’Autorità Giudiziaria (da cui, nei
casi di accertamento di reati, dipende funzionalmente) i vari comportamenti che
potevano appalesare eventuali violazioni di carattere penale; si è in presenza
quindi di atti di indagine compiuti dalla Polizia Giudiziaria che, come tali, sono
sottoposti al segreto istruttorio ex art. 329 c.p.p. da accertarsi comunque
sempre e solo a seguito di disposizione della stessa A.G.
– Si rappresenta inoltre che tale previsione regolamentare, asseritamente violata
dal sottoscritto, si riferisce esclusivamente ai reati appresi in via informativa
dagli altri dipendenti comunale e non certo ai reati accertati dagli ufficiali di
Polizia Giudiziaria, in quanto non è concepibile (o meglio illegittimo) che un
Ufficiale di Polizia Giudiziaria possa violare il segreto istruttorio ex art. 329 CPP
rischiando una condanna per violazione dell’art. 326 del C.P. solo per adempiere
ad una disposizione regolamentare dell’ENTE che nella gerarchia delle fonti del
diritto è certamente sottoposta alla legge ordinaria. Inoltre, trattandosi di attività
svolte nell’esercizio delle funzioni di Ufficiale di Polizia Giudiziaria, è solo ed
esclusivamente l’Autorità Giudiziaria da cui dipende funzionalmente l’ufficiale di
P.G. a poter valutare eventuali ritardi e/o omissioni e proporre eventualmente
provvedimenti; non può, in nessun caso, l’autorità amministrativa valutare il
merito di attività di Polizia Giudiziaria;
– Che Il Consiglio Comunale è l’organo di indirizzo, di programmazione, di
produzione normativa e di controllo politico – amministrativo, quale
espressione diretta della comunità amministrata, depositario della potestà
statutaria, regolamentare ed organizzatoria dell’autonomia del Comune ed è
dotato di autonomia funzionale ed organizzativa;
– Che a quest’ultimo spetta un potere di sindacato ispettivo, ottenere dagli
uffici e dagli enti e/o aziende strumentali tutte le notizie e le informazioni
in loro possesso, utili per l’appunto, all’espletamento del proprio mandato,
ed inoltre, se consiglieri di minoranza, di presiedere le commissioni aventi
funzioni di controllo o di garanzia (commissione di indagine);
– Che quanto sta accadendo ai danni del sottoscritto è estremamente grave e
merita un attenzione da parte dell’organo di vigilanza dell’Ente.
Per quanto sopra rappresentato, si comunica la propria disponibilità a fornire
ogni informazione utile sulla vicenda e necessario per il pieno espletamento
delle funzioni attribuite dalla legge ai consiglieri comunali.
Si invitano inoltre i consiglieri comunali a convocare apposito consiglio
comunale a porte chiuse, invitando il sottoscritto e/o i componenti dell’UPD per
ottenere tutte le informazioni su quanto sta accadendo illegittimamente ai
danni del sottoscritto, che rischia, solo per aver fatto il proprio dovere ed
evidenziato comportamenti penalmente rilevanti di essere ingiustamente
licenziato, con gravi danni non solo per il sottoscritto, ma anche per l’Ente nel caso
in cui venga riconosciuto al sottoscritto il diritto al risarcimento di ogni danno
derivato da tale comportamento.

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