COMUNICATO STAMPA DELL’ASSOCIAZIONE MONDRAGONE BENE COMUNE: LE ISTITUZIONI REGIONALI IGNORANO LA PROVINCIA DI CASERTA

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Il presidente Vincenzo De Luca ed il Consigliere Giovanni Zannini

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Stiamo passando da Campania Felix a Salerno Felix: è questa la “felice” ma amara sintesi del consigliere regionale Gianpiero Zinzi, che aggiunge: “La distribuzione dei fondi assegnati alle province campane nell’ambito del PSR Campania 2014-2020 ne è la dimostrazione evidente. In base a questa ripartizione circa il 40% delle risorse complessive sarà assegnato solo alla provincia di Salerno, il restante 60% tra le altre quattro province. Una disparità inaccettabile”. Per l’anno 2019 la spesa liquidabile delle Misure 4.1.1 e 4.1.2 ammonta a 327.995.757,19 euro, che viene ripartita in modo tale che a Salerno arriveranno contributi per un importo quasi quattro volte superiore rispetto a quello previsto per la provincia di Caserta. Praticamente, come puntualizza Zinzi, ogni ettaro coltivato in provincia di Salerno “vale” 727,78 euro, contro i 331,20 euro di un ettaro casertano,i 650,57 euro dell’ettaro beneventano, i 273,17 euro di quello napoletano e i 465,18 euro di quello irpino. Nel dettaglio ben 140 su 328 milioni di euro andranno ad aziende di Salerno.L’AMBC si domanda: ma gli altri consiglieri regionali casertani (soprattutto quelli di maggioranza)non hanno nulla da dire e, soprattutto, da fare su questa vicenda?E questo mentre va in onda per l’ennesima volta la stucchevole propaganda “mattutina” sui soldi “per grazia ricevuta” che serviranno a bonificare (forse) la Cantarella. Propaganda che, come da tempo l’AMBC va sottolineando, evita accuratamente di indicare o meglio denunciare con atto pubblico (in quanto la città in questa vicenda è parte lesa. Due volte lesa: per la pesanti ricadute ambientali e d’immagine e per l’esoso esborso di soldi pubblici) i responsabili di questo disastro ambientale, i quali dovrebbero essere chiamati a rispondere di ciò che a suo tempo hanno scelleratamente fatto e a pagare di tasca propria i danni, ovvero la bonifica (e non già con soldi di tutti). Consiglieri ai quali pure non manca il tempo per fare qualcosa d’altro, vista la scarsa attività del consiglio regionale: “È stata probabilmente una mancata intesa su elezioni e nomine di competenza del Consiglioa far saltare la riunione dell’Assise regionale campana che si è conclusa ancora prima di iniziare” Così titolavano nei giorni scorsi i quotidiani campani. Una regione sempre “più piegata a Salerno” e sempre “meno verde”. Si, una regione insensibile rispetto all’ambiente e che continua a fare scelte irresponsabili: oltre 200 milioni di euro per acquistare 1.120 autobus (sperando così dialleviare le estenuanti attese agli stazionamenti e di diminuire quelle corse soppresse per mancanza di manutenzione dei mezzi), ma purtroppo soltanto una cinquantina degli oltre millecento autobus programmati per l’acquisto sarebbero quelli ad alimentazione alternativa (ibrida o ametano), tutti gli altri saranno ad alimentazione diesel. Una scelta anacronisticaeinadeguata rispetto alle condizioni di criticità della qualità dell’aria in Campania e all’orientamento europeo e nazionale volto a ridurre la circolazione dei veicoli diesel. L’Emilia Romagna, per esempio, avrà seicento nuovi autobus ibridi entro la fine del prossimo anno. Ma, tant’è. “Ha da passà ‘a nuttata”.

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